IL PERCHE’ DI UNA SCELTA
L’ATISB come noto ha aderito al Progetto di FISH Toscana, che ha dato accesso alla opportunità di beneficiare di una “convenzione” libero professionale, mirata al supporto psicologico di minori, adulti e famiglia nel suo insieme. Ma perchè tale scelta ? E’ veramente utile poter fruire di un supporto Psicologico ?
Una possibile risposta è arrivata in questi giorni dall’AOU “Meyer” di Firenze, tramite un articolo del suo webmagazine cui siamo collegati, di seguito uno stralcio dello stesso, che naturalmente è “centrato” sul bambino, ma le cui considerazioni sono sicuramente valide per tutti.
Azienda Ospedaliera Universitaria
Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
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M@YER NEWSLETTER GENNAIO 2026
Quando serve lo psicologo?
PSICOLOGIA, a cura della dottoressa Rosanna Martin, psicologa e psicoterapeuta, Servizio di psicologia ospedaliera, AOU Meyer Irccs (Ndr. estratto).
A volte è necessario un lungo cammino per arrivare a decidere di avviare una consulenza con uno psicologo.Ugualmente difficile è riconoscere prima di tutto che vi è un bisogno. Sono molti e faticosi i pensieri solitari o di coppia fatti dai genitori rispetto ai comportamenti dei figli, pensieri che turbanogiorno e notte: “Passerà questo momento? Sì, crescerà e tutto si risolverà, ma se peggiora? Sta male lui/lei, stiamo male tutti, cosa posso fare?”. A volte ai giorni peggiori succedono momenti migliori, che sollevano e alleggeriscono, che fanno rimandare. Il genitore sa sempre tutto e comprende più di ogni altro, ma il pensiero di un problema psicologico, può essere vago e nebuloso. Può nascere da esperienze o sensibilità personali, da spinte degli insegnanti, da pediatri particolarmente sensibili alle valenze psichiche di certe manifestazioni comportamentali o sintomi somatici, da amici di famiglia che colgono la difficile risoluzione di problemi, che neppure i saggi e affettuosi consigli di amici o parenti riescono a scalfire.
Cosa distingue un’insonnia passeggera dal segnale che il momento di addormentarsi è divenuto insopportabile?
Cosa rende il cibo tanto disgustoso e pericoloso o al contrario attraente e desiderabile al punto dal volerlo incontinuazione?
Passerà questa angoscia di andare a scuola?
Come fa un genitore a comprendere se aspettare che “passi” o pensare che ci possa essere una manina alzata che chiede di essere vista, che chiede aiuto e ascolto?
Quando i genitori non riescono più a vedere nitidamente o ad ascoltare con tutti i sensi che possiedono, è importante attivare un altro occhio e un altro orecchio. È quando i genitori hanno la sensazione di essere arrivati ad un punto cieco, quando il nodo di quel momento di crescita non si scioglie, quando il circolo dell’angoscia si autoalimenta, che i genitori devono farsi aiutare a vedere di nuovo. Spesso anche solo il fatto di avere preso un appuntamento con uno psicoterapeuta, mette in moto tante cose. Fare ordine nei pensieri e dare parole per esprimere il problema ad un’altra persona, permette ai genitori di riflettere sulla propria sofferenza e su quella del figlio, trovare “le parole per dirlo”, come il titolo di un bel libro, fa luce. Solo il genitore può farsi portatore di un aiuto al di fuori della famiglia, far entrare un altro occhio che possa vedere, ascoltare, comprendere, contenere e sostenere. È una decisione che permette di guardarsi dentro e permettere ad un altro, lo psicoterapeuta, di entrare in dinamiche intime famigliari. Ma a cosa serve la consulenza psicoterapeutica?
Innanzitutto a pensare insieme a quello che sta succedendo in famiglia, dare un senso al comportamento e alle reazioni di tutti i componenti. Permettere di acquisire maggiore consapevolezza del mondo interno alla famiglia e genitoriale, vedere la realtà da più punti di vista, attivare un ascolto attento ai segnali di sofferenza, spostare l’attenzione sul capire e non sul dichi è la colpa o sul cosa faccio, riflettere sulle proprie esperienze e su cosa possiamo avere trascurato nei nostri bisogni e nei bisogni del figlio/a.
CHIARIMENTI AMMINISTRATIVI
Il rinnovo della “quota associativa 2026” è in pieno svolgimento, anzi moltissimi hanno già confermato la propria adesione ad ATISB, ma forse è utile fornire alcune informazioni e precisazioni in merito:
- la quota associativa è sempre di € 25,00/anno (venticinque/anno) ed unica per tutta l’ATISB;
- può essere versata indistintamente nella modalità preferita, ovvero in contanti, con bollettino postale, con bonifico bancario;
- la quota associativa, come da normativa, NON è fiscalmente detraibile, pertanto non viene rilasciata alcuna ricevuta; funge da “ricevuta” l’invio della tesserina/bollino annuale aggiornato;
- nel caso di versamenti superiori alla sola quota associativa, la parte eccedente può essere considerata “donazione liberale” e solo questa “fiscalmente detraibile” nella misura del 30%, previo rilascio di ricevuta da parte dell’Associazione;
- tutte le “donazioni liberali” beneficiamo della detraibilità fiscale nella misura del 30%, solo se effettuate con pagamento “tracciato”, ovvero non in contanti.
Grazie dell’attenzione e soprattutto di sostenere ATISB !!!
